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Ultimo aggiornamento: 15:38

La situazione internazionale è sempre più convulsa e angosciante. Continua, anzi si accelera, il genocidio del popolo palestinese, smentito dai negazionisti al servizio di Israele, i quali violano l’art. 604 bis, terzo comma, del Codice penale.

L’evidenza e gravità dei crimini commessi provocano veementi reazioni in tutto il mondo. Ma le chiacchiere stanno a zero, vedremo quali concrete misure riuscirà ad adottare l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, facendo ricorso, come propone il Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia, insieme a molti altri , al precedente “Uniting for Peace” per aggirare il veto statunitense o di altri Stati in sede di Consiglio di sicurezza.

Intanto Trump, che resta il più importante complice del genocidio insieme a Germania, Italia ed altri Paesi occidentali, consapevole della sua debolezza strategica, di fronte all’avanzata di Brics che mettono sempre più in discussione la centralità del dollaro nel sistema dei pagamenti internazionali, prende saggiamente atto della vittoria della Russia in Ucraina e tenta, per la verità con scarso esito, di indossare le vesti del peace maker.