Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:56

Il timore di operazioni via terra, l’accerchiamento delle forze armate statunitensi e le spinte per un regime change a Caracas. Le tensioni tra l’amministrazione Trump e il regime di Maduro si stanno progressivamente ampliando, mentre il New York Times scrive che la Casa Bianca ha sviluppato una serie di opzioni per un’azione militare, tra cui attacchi diretti contro le unità che proteggono il presidente chavista e mosse per prendere il controllo dei giacimenti petroliferi del Paese. “Nel suo primo mandato, Trump aveva adottato una politica estera meno interventista rispetto a quella che vediamo oggi, che ha tratti ostentatamente neoimperiale. Era stato eletto anche raccogliendo una sollecitazione, politicamente trasversale, a limitare l’interventismo e disimpegnare gli Stati Uniti. Il Venezuela era un nemico già allora. La retorica di Trump era stata molto dura, ma si trattava di un atteggiamento più cauto. Oggi invece emerge la volontà di massima pressione su Caracas, con l’obiettivo ultimo ed esplicito di far cadere Maduro e promuovere un cambiamento di regime”. Per Mario Del Pero, professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques – SciencesPo di Parigi e nelle librerie con “Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell’era di Trump” (Il Mulino), “è questo, adesso, l’obiettivo di Washington“.