Sono oltre 150 le vendemmie che legano la famiglia Donati alla storia della viticoltura trentina. Correva infatti l’anno 1863, quando Luigi Donati acquista il maso Donati, insieme al palazzo del 1400, di proprietà dei Conti Spaur, nel cuore della Piana Rotaliana, definito da Cesare Battisti il più bel giardino vitato d’Europa. Sei le generazioni che si sono succedute, ma si deve alla quinta, Marco Donati, laurea in Enologia a San Michele all'Adige, e alla moglie Manuela, il decisivo cambio di marcia che ha portato l’azienda sulla grande ribalta. Decisiva, infatti, la loro volontà, di ampliare la produzione anche ai vini bianchi e agli spumanti. Per farlo, sono stati messi in essere studi, lunghe ricerche di zonazioni e verifiche dei microclimi ideali per le differenti varietà.

ph.Roberta Pisoni

Il progetto

Determinante, poi, per ampliare i mercati e sviluppare l’enoturismo, l’ingresso in azienda una decina di anni fa, della sesta generazione, con la figlia Elisabetta, laureata in Economia. Una solida progettualità che ha visto così l’estensione dei vigneti, accanto agli storici della Piana Rotaliana, anche alle alte colline che dominano la città di Trento, e alla Valle dei Laghi, tra il lago di Garda e il capoluogo trentino.