Gli episodi dei due bambini ricoverati nei giorni scorsi In Veneto dopo aver mangiato formaggi a latte crudo contaminati fanno riflettere su come, nonostante gli incredibili progressi in ambito produttivo, in qualunque cibo, industriale o artigianale che sia, il rischio zero non esiste.
Il più recente, il ricovero ospedaliero a Padova per Seu (Sindrome emolitico uremica) di un bambino di 15 mesi di Belluno, ha nuovamente portato l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare dei “formaggi a latte crudo”, nonostante gli accertamenti per individuarne la causa da parte delle autorità sanitarie siano in verità ancora in corso.
Formaggi latte crudo, sicuri o fanno male? Produttori e nutrizionisti a confronto
Le nuove linee guida
In generale negli ultimi mesi il sentimento che accomuna ogni produttore di formaggi a latte crudo d’Italia è la preoccupazione, sia relativamente al clima di allarmismo mediatico generatosi sia riguardo alla pratica del loro lavoro quotidiano e delle nuove normative. Lo scorso 9 luglio sono state diffuse dal Ministero della Salute le “Linee guida per il controllo di Escherichia coli produttori di Shiga-tossine (Stec) nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati”, documento che, se applicato in ogni sua parte, rischia di mettere in difficoltà l’intero settore.
