Una lenta discesa nella dipendenza, la risalita e l'astinenza durata sei anni, quindi la ricaduta e, dopo aver toccato il fondo, la nuova consapevolezza di sé e dei suoi limiti. Carlo Budel, storico rifugista di Capanna Punta Penia sulla Marmolada, racconta senza filtri la sua battaglia contro l'alcolismo. Non è la prima volta che la affronta: ci era già passato nel 2016 e ne aveva scritto nei suoi libri «La sentinella delle Dolomiti» e «5 stagioni». «Ma questa volta la caduta è stata più rovinosa e la consapevolezza più profonda». Una ricaduta innescata dalla tragedia della Marmolada del 3 luglio 2022, con il crollo di un seracco costato la vita a undici alpinisti: un dramma che si è consumato sotto i suoi occhi. «Quella sera mi sono versato una grappa e non mi sono più fermato», racconta Budel mentre, dal Serd di Feltre dove è in cura, fa rientro alla sua nuova casa isolata dal mondo. «Il mio corpo era come se non avesse mai smesso di bere. Adesso sono tre mesi che non tocco un goccio di alcol e ho capito davvero che il mio percorso sarà questo per sempre: zero alcol, punto».