Carlo Budel è una figura affascinante. Per sette anni è stato il rifugista della Capanna Punta Penìa, sulla Marmolada, dopo vent’anni trascorsi a lavorare in fabbrica, aveva infatti deciso di cambiare vita e dedicarsi a un’esistenza più essenziale, immerso tra le montagne. Nato a Feltre, in provincia di Belluno, nel 1973 sotto il segno zodiacale del Leone, è cresciuto tra il Trentino e il Bellunese. Quando non si trovava a oltre 3000 metri di quota, tornava sempre a San Gregorio nelle Alpi, nella casa appartenuta ai suoi nonni materni, dove oggi sta ristrutturando una nuova abitazione. Qualche mese fa, tramite i suoi canali social, ha annunciato l’addio al rifugio di Punta Penìa, pronto ad aprire un nuovo capitolo della sua vita insieme al suo nuovo compagno a quattro zampe. In questi giorni, però si trova all'ospedale di Padova. «Erano diverse settimane che non mi sentivo bene e accusavo coliche addominali e così il 22 maggio, ho deciso di andare in ospedale a Padova per qualche accertamento. Sono ricoverato al settimo piano, nel reparto di ematologia, dove mi stanno facendo degli esami. Credo che rimarrò ricoverato per tutta la settimana», dice Budel che, quest'anno, ha già annunciato che non tornerà a Punta Penìa.