Montagne, i rifugi in quota sempre più gestiti da donne. Dal Trentino all'Abruzzo, i racconti
Dagli Appennini alle Alpi, secondo i dati del Cai il 20% delle strutture è gestito da donne. Eleonora Saggioro, mamma e già attrice di teatro, in Abruzzo guida il Sebastiani: «Siamo multitasking anche in città, per noi è più facile»
giovedì 25 settembre 2025 di Stefano Ardito
Il rifugio più alto d’Europa ricorda una regina d’Italia.
Margherita di Savoia restò sul trono fino al 1901, quando il marito Umberto I fu assassinato. Innamorata di Gressoney e del Monte Rosa, salì nel 1893 a inaugurare il “suo” rifugio. Arrivò a 4.554 metri in parte a piedi e un po’ su una slitta, ma entrò lo stesso nel mito per restarci. Oggi la Capanna Margherita, molto più confortevole di una volta, accoglie gli alpinisti che salgono in cordata dall’Italia e dalla Svizzera, zigzagando tra i crepacci dei ghiacciai di Grenz e del Lys. Oltre alla regina Margherita, rifugi ricordano la scrittrice e partigiana Giovanna Zangrandi sull’Antelao, e le alpiniste Maria Vittoria Torrani e Marianna Levi sulla Civetta e in Val di Susa. Ma non basta. Tra i frequentatori di sentieri e pareti, la parità tra i sessi è stata raggiunta da tempo. Ci sono donne guide alpine, e responsabili di Parchi, come Sonia Calderola al Gran Paradiso.







