«Guardi quei ragazzi sulle panchine».

Spacciano?

«Così sembra… ma sono dei fantasmi. Qualcuno va da loro a chiedere cosa fanno nella vita? Allora penso: “Se davvero arrivasse qui il Leonka, forse ci farebbe bene”. Un presidio sociale. Il servizio d’ordine, per esempio, aiuterebbe». Gli stessi Fausto e Iaio quando furono uccisi erano impegnati in un’inchiesta sulla diffusione dell’eroina.

Ma qui Fedora, 65 anni, alza lo sguardo. Sospira, socchiude le labbra e poi riparte singhiozzando: «Non me ne parli, per favore. Iaio era un mio amico. La sera in cui fu assassinato ci saremmo dovuti vedere. Ora non ho voglia, mi spiace».