Proprio su quest’ultimo immobile ieri l’opposizione al governo Meloni ha puntato il dito: «Lo sgombero del Leoncavallo dimostra ancora una volta l’ipocrisia e il doppiopesismo di questo governo - ha tuonato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra - Un presidio culturale, sociale e politico attivo da oltre trent’anni a Milano, che ha dato voce a generazioni di giovani, artisti e attivisti, viene liquidato come semplice "illegalità", mentre l’immobile occupato dai fascisti di Casapound nel cuore di Roma resta intoccabile per Piantedosi». Anche l’Anpi, oltre a esponenti del Pd, si è unita al coro contro il governo ricordando che «su Casapound il ministro Piantedosi non ha mai mosso un dito». Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, avrebbe però già firmato la richiesta inviata al Comune e alla Prefettura di Roma per verificare la presenza di occupanti sia nello stabile di via Napoleone III, storica sede di Casapound, sia nello Spin Time, il palazzo ex Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme 55, occupato da Action. È il primo passo, tecnico ma essenziale, verso un eventuale sgombero. Non si sa quando, ma l’iter sarebbe partito.
Palazzi occupati, dopo il Leoncavallo nel mirino Spin Time e Casapound
Nessuna ruspa a comando politico. Dopo il Leoncavallo a Milano altre occupazioni potrebbero essere sgomberate, anche a Roma . Nell’elenco del...










