Che lo sgombero del Leoncavallo potesse essere anticipato rispetto al 9 settembre era più di un sospetto. Fuori dai pronostici, invece, la reazione del sindaco di Milano Beppe Sala che ha ammesso di aver saputo del tramonto del «Leonka» solo da una telefonata del prefetto nelle prime ore del mattino di giovedì. Un’accelerata agostana che potrebbe essere stata dettata dal centrodestra dopo l’annuncio, per inizio settembre, della festa nazionale di Avs nell’ormai ex centro sociale più famoso d’Italia. L’ultimo passaggio esecutivo di una programmazione certosina e discreta sarebbe arrivato qualche ora prima che in Prefettura si riunisse il Comitato di sicurezza pubblica, dove «non è stato fatto cenno ad alcuno sfratto» aveva chiarito Sala.
Sgombero del Leoncavallo a Milano, cosa c'è dietro lo sfratto anticipato e lo sgarbo a Sala. Il rebus della nuova sede in via San Dionigi
Il Sindaco informato dallo sgombero solo all’ultimo. In arrivo un bando per una possibile nuova sede in via San Dionigi. L'ipotesi dell'accelerazione per anticipare la riunione di Avs














