Lo sgombero del Leoncavallo, storico centro sociale di Milano, "era inevitabile" perché "quella stagione è finita". A sostenerlo, senza alcun segno di tentennamento, è Vittorio Sgarbi, il critico d'arte che anni fa aveva definito il Leonka "la Cappella Sistina della contemporaneità". Sebbene "usare la forza" sia sempre la scelta sbagliata, per il saggista e già assessore alla Cultura del Comune del capoluogo lombardo nella giunta guidata da Letizia Moratti, "quello spazio rappresenta una stagione che non ha più un'attualità nella vita culturale e sociale milanese".