Lisci, idrorepellenti e possibilmente resistenti alla formazione di pieghe: sono le caratteristiche che tipicamente si punta ad ottenere nella fase di finitura dei tessuti, in particolare quando si tratta di tessuti fatti di cotone. A questo scopo vengono spesso utilizzate sostanze come la formaldeide o i Pfas, che però possono presentare rischi sia per la salute che per l’ambiente. Per ovviare al problema, un gruppo di ricercatori e ricercatrici della North Carolina State University (Stati Uniti) sta testando l’olio di semi di cotone modificato chimicamente come possibile alternativa green. E i risultati dei primi esperimenti, presentati al convegno dell’American Chemical Society (Acs) attualmente in corso a Washington, sembrano promettenti.
Il tessuto che abbatte le temperature anche di 9°C
16 Luglio 2024
Le resine a base di formaldeide tendono a legarsi, grazie alle loro caratteristiche chimiche, alle fibre di cellulosa del cotone, rendendole resistenti alla formazione di grinze e pieghe. Dall’altro lato, le sostanze appartenenti alla classe dei Pfas conferiscono idrofobicità ai tessuti e li proteggono dalle macchie. Come anticipato, però, sia la formaldeide che i Pfas presentano dei rischi sia ambientali che legati alla salute umana. Questi ultimi sono anche conosciuti come forever chemicals, ad indicare il fatto che, una volta introdotti, persistono nell’ambiente praticamente per sempre. La formaldeide, invece, se inalata può causare irritazioni delle mucose del tratto respiratorio, ed è stata classificata come cancerogena per gli esseri umani dalla International Agency for Research on Cancer (Iarc).







