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Il tribunale del riesame di Milano, l’organo che si occupa di validare o annullare le misure cautelari, ha revocato gli arresti domiciliari per Manfredi Catella, presidente della società immobiliare Coima e indagato nelle grandi inchieste sull’urbanistica a Milano. Catella era ai domiciliari dal 31 luglio, accusato di corruzione e induzione indebita a dare e promettere utilità.

Il tribunale renderà note le ragioni della revoca entro 45 giorni: farà sapere cioè se l’ha decisa perché non c’era davvero bisogno degli arresti domiciliari, per esempio perché non c’era pericolo di fuga o di reiterazione del reato, o perché addirittura non ritiene solide le accuse della procura.

Anche se non se ne conoscono le ragioni, è comunque indicativo che con la revoca dei domiciliari a Catella siano stati infine annullati tutti i sei arresti che erano stati decisi dal tribunale in una delle indagini più discusse tra quelle sulla questione urbanistica a Milano: complessivamente ci sono decine di indagini in corso, con decine di indagati, ma di questa si era parlato di più proprio per via degli arresti e per la rilevanza delle persone coinvolte.

Oltre a Catella c’erano altri due importanti dirigenti di grosse società immobiliari, l’ex assessore all’Urbanistica di Milano Giancarlo Tancredi e due architetti che avevano avuto un ruolo nella commissione per il paesaggio del comune di Milano: è quella che valuta i nuovi progetti edilizi e urbanistici in città e che di fatto li approva, considerata centrale nel «sistema» di corruzione ipotizzato dalla procura.