Il Tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari all’immobiliarista Manfredi Catella, anche noto come “re del mattone”, coinvolto nella maxi inchiesta sull'urbanistica a Milano con le accuse di corruzione e falso. I giudici si sono presi tre giorni per decidere e alla fine hanno accolto il ricorso presentato dai suoi legali contro la misura restrittiva disposta dal gip su richiesta della procura. Ora il Riesame ha 45 giorni per depositare le motivazioni della sua decisione. Così si capirà se questa revoca si basa sull’assenza dei gravi indizi o sul venir meno delle esigenze cautelari.
Nella mattinata di mercoledì 20 agosto, Catella, patron di Coima, si è voluto presentare di persona a Palazzo di Giustizia per chiedere la revoca dei suoi arresti domiciliari ai giudici del Riesame. Nell’inchiesta, l'immobiliarista è accusato di aver corrotto l’architetto Alessandro Scandurra, ex membro della commissione per il Paesaggio, con consulenze “mascherate da tangenti” per ottenere il voto favorevole per i progetti di proprio interesse, a partire dal Pirellino. Per i pm, però, quelle consulenze sarebbero state “pagate troppo”, una cifra “non congrua” rispetto agli incarichi svolti. Questa, secondo l'accusa, sarebbe quindi una prova “del patto corruttivo”.










