Stamani è stata la volta del re del mattone, Manfredi Catella, posto agli arresti domiciliari lo scorso 31 luglio con l’accusa di corruzione e induzione a dare o promettere utilità all’interno della maxi inchiesta sull’urbanistica di Milano.

Il tribunale del Riesame deciderà se scarcerare anche lui, ad del gruppo di sviluppo immobiliare Coima, dopo che gli altri 5 arrestati sono stati tutti posti in libertà.

Si tratta dell’ex assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, i membri della commissione Paesaggio del Comune di Milano Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra, il progettista Federico Pella e l’ad di Bluestone Andrea Bezziccheri. Scandurra e Bezziccheri (l’unico finito in custodia cautelare in carcere) sono stati liberati il 12 agosto, gli altri tre il 14 agosto.

Per tutti i cinque il Riesame non ha ravvisato motivi per la custodia cautelare, avendo tutti lasciato il proprio ruolo dopo l’inchiesta e quindi non potendo più inquinare le prove o reiterare il reato. Ma ci potrebbe essere anche qualche considerazione in più, visto che i giudici si sono presi 45 giorni per dare le loro motivazioni.

Intanto per l’ex assessore Tancredi il reato è stato riqualificato a corruzione semplice “per l’esercizio della propria funzione” e non per atti contrari ai dover d’ufficio. Tuttavia è stata imposta a Tancredi, Marinoni e Pella un’interdittiva di un anno, e i giudici del Riesame hanno parlato comunque di gravi indizi. L’inchiesta dunque proseguirà, al di là della decisione del Riesame che si esprime prima di tutto sulle esigenze di custodia cautelare.