Partiamo da lei, e la scelta è d’obbligo, per competenza in materia. Ilaria Salis, su X, strilla: «Il Leoncavallo sta venendo sgomberato. Nessun rispetto per cinquant’anni di storia dei movimenti, contro-cultura, aggregazione giovanile, politica dal basso. Spero che il Leoncavallo possa presto riprendersi lo spazio che merita», aggiunge l’eurodeputata di Avs che a curriculum, tra gli altri allori, ha una condanna per “invasione di edifici”.

Il prodigio della Bonelli&Fratoianni auspica che «mille nuovi spazi sociali vengano conquistati e restituiti alle comunità che nonostante tutto resistono, in una città sempre più ostile e meno accogliente, una città da rovesciare. Giù le mani dagli spazi sociali!», conclude la Salis, che nelle interviste a voce non mostra la stessa eloquenza, ma sarà un caso perché di certo è lei a scrivere sui social. Lo sgombero dello storico centro sociale di Milano, da trent’anni occupato abusivamente, è stato un brutto risveglio per la sinistra. «In pieno agosto», protesta Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in Lombardia, «fregandosene del confronto in corso da tempo e dei tentativi di arrivare a una soluzione positiva su cui si erano impegnati in molti tra i quali gli esponenti del Leoncavallo, ecco che sgomberano il centro sociale.