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Daniela Polizzi

Ieri il ceo ha ribadito con forza che il mercato non gli ha voltato le spalle e anzi è stato dalla sua parte. I soci dell’istituto milanese però sono cambiati

Nel giorno più lungo, quello che secondo gli osservatori ha segnato lo spartiacque per Mediobanca, con la bocciatura in assemblea dell’offerta su Banca Generali, Alberto Nagel ha tenuto i nervi saldi. Ai colleghi più vicini e a chi lo cercava al telefono, dato che non era in Piazzetta Cuccia, ieri il ceo di Mediobanca ha ribadito con forza che il mercato non gli ha voltato le spalle e anzi è stato dalla sua parte. La prova sarebbe quel 35% di capitale che si è presentato in assemblea per dire sì all’operazione.

In queste settimane, Nagel non ha fatto che ripetere alla sua squadra che sentiva il dovere di presentare agli azionisti un’operazione migliore rispetto a quella rivale di Mps. La responsabilità l’ha lasciata ai soci. Prudenza, rigore e indipendenza sono stati i cardini che lo hanno guidato, e proprio sull’indipendenza con alcuni azionisti si è scontrato.