Alla fine Alberto Nagel lo ha fatto. Ha deciso di forzare la mano e chiamare i soci di Mediobanca in assemblea il 21 agosto. Ma la domanda, a questo punto, è: a esprimersi su cosa? La giornata di ieri non ha portato nessuna novità, nessuna informazione nuova sulla proposta di scambio tra il pacchetto delle Generali custodito in Mediobanca e la quota di controllo di Banca Generali che invece è in pancia al Leone di Trieste. Il consiglio di amministrazione delle Generali, in una comunicazione diffusa ieri, ha riportato indietro le lancette della trattativa al 12 giugno, rinviando esplicitamente ai contenuti di quel comunicato. Rispetto ad allora, insomma, non ci sono passi in avanti sostanziali. Nessuna indicazione sulle «implicazioni commerciali, economiche e di valore dell'offerta proposta», che il board aveva chiesto di esaminare. Lo stesso numero uno delle Generali, Philippe Donnet, ha voluto sottolineare che con Mediobanca non è stato preso «nessun impegno». Una posizione che avrebbe fatto emergere crepe con il presidente Andrea Sironi, allineato alle posizioni di Nagel. Eppure era stata proprio Mediobanca, nel decidere di far slittare al 25 settembre l'assemblea del 16 giugno chiamata a deliberare sull'Ops, a giustificare lo slittamento con l'opportunità di «interpellare i soci una volta acquisito l'esito della valutazione di Generali». Cosa che ieri non è avvenuta.
Banca Generali, l'offerta al buio di Nagel. Donnet frena ma Mediobanca forza
Alla fine Alberto Nagel lo ha fatto. Ha deciso di forzare la mano e chiamare i soci di Mediobanca in assemblea il 21 agosto. Ma la domanda, a questo punto, è: a esprimersi su cosa? La...












