Nuove informazioni? Zero. Nessuna novità. I termini dell’operazione Mediobanca-Generali-Banca Generali, restano avvolti in una fitta nebbia. La relazione illustrativa resa nota l’altro ieri da Piazzetta Cuccia in vista dell’assemblea convocata il 21 agosto non aggiunge nulla che non fosse già stato inserito nella relazione praticamente “gemella” dell’assemblea del 16 giugno, poi saltata sia per la fumosità del piano, implicitamente riconosciuta dalla stessa Mediobanca, ma soprattutto per la certezza di Alberto Nagel, ceo di Piazzetta Cuccia, di uscire sconfitto dalla conta dei voti. Ma la relazione ha forse un “merito”, quello di mettere per iscritto e rendere, a questo punto, evidenti le intenzioni di Nagel: puntare solo al 51 per cento in pancia a Generali, rendendo difficile per gli altri soci di Banca Generali aderire all’offerta, vista la mancanza di informazioni sull’accordo fino all’ultimo minuto dell’offerta stessa. Un punto quest’ultimo, sollevato anche dai piccoli azionisti che sono in subbuglio. «C’è il rischio di dovere decidere» in merito all’Ops lanciata da Banca Generali «in un quadro informativo che potrebbe essere incompleto», ha detto all’Adnkronos Francesco Dagnigno, vicepresidente dell’Associazione italiana per l’esercizio dei diritti degli azionisti (Aieda). «Dal punto di vista legale, la condizione dell’accordo di partnership è rinunciabile da parte di Mediobanca - ha aggiunto Dagnino. Dunque, «chiedere agli azionisti di decidere di costruire relazioni senza che il quadro sia chiaro, se l’accordo sia definitivo, quali siano i termini, le condizioni, effettivamente è un rischio», ha concluso il vice presidente di Aieda. «Un suicidio», l’ha bollata uno dei piccoli azionisti citati sempre dall’AdnKronos.
La trattativa privata di Nagel. Pellicioli al cda Generali: compriamo titoli Mediobanca
Nuove informazioni? Zero. Nessuna novità. I termini dell’operazione Mediobanca-Generali-Banca Generali, restano avvolti in una fitta nebbia. La relazione illustrativa resa nota...














