L’assemblea delle tre date, l’iniziale del 16 giugno (annullata), il posticipo al 25 settembre e l’anticipo al 21 agosto, alla fine ha detto no al progetto dell’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, che voleva acquisire Banca Generali.

Il «no» e le astensioni dei soci hanno bloccato la strada verso Banca Generali, che avrebbe permesso a Nagel di pretendere, con riscontri oggettivi, un rialzo del prezzo da parte di Mps, che nel frattempo sta procedendo con la sua offerta di scambio sulla totalità delle azioni Mediobanca. Una pesante battuta d’arresto, o «un’occasione mancata», come ha detto Nagel, ma per chi? Gli azionisti di Generali, sarebbero stati pagati in azioni, ma con un lock-up di 12 mesi. Certo è che, sebbene avanzata (e subito ritirata) cinque anni fa, questa operazione su Banca Generali è apparsa sicuramente di carattere difensivo. Il balletto delle date ha poi lasciato qualche perplessità: cos’è infine cambiato dal 16 giugno? Unipol addirittura ha trovato il tempo per vendere il suo 2 per cento. E così si è arrivati all’esito negativo del 21 agosto.