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Le garanzie di sicurezza restano il nodo centrale per arrivare a un accordo di pace in Ucraina. Mentre si cerca di mettere ordine sui risultati degli incontri di Washington e dei successivi meeting tra leader, ne hanno parlato in videoconferenza i vertici militari della Nato per valutare le opzioni migliori e il funzionamento dell'eventuale "forza di rassicurazione" proposta dalla "Coalizione dei volenterosi". Il confronto tra i 32 capi di Stato maggiore è stato "ottimo e onesto", afferma l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare dell'Alleanza, sottolineando la forte "unità" emersa nel corso della call, "riguardo all'Ucraina abbiamo confermato il nostro sostegno. La priorità continua a essere una pace giusta, credibile e duratura".

Ma da Mosca arriva l'alt del ministro degli Esteri Sergej Lavrov, secondo cui è inutile parlarne in assenza della Russia: "Sono certo che l'Occidente, e soprattutto gli Stati Uniti, comprendano perfettamente che discutere seriamente di questioni relative alla sicurezza senza la Federazione russa è un'utopia, una strada che non porta da nessuna parte". Questo mentre sul campo proseguono gli attacchi russi a Sumy, Donetsk, Odessa, Chernihiv e Kharkiv, che hanno causato decine di feriti e spinto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a fare un nuovo appello: "Abbiamo bisogno di solide garanzie di sicurezza per assicurare una pace veramente affidabile e duratura".