Cinquant'anni fa usciva un film diventato un cult della commedia all’italiana, Amici Miei di Mario Monicelli. Mandato nelle sale proprio il giorno di Ferragosto del 1975, collocazione infelicissima, diventò il campione di incassi della stagione, battendo persino Lo squalo di Spielberg.
E tra i cinque inseparabili amici “fiorentini”, protagonisti di zingarate e bischerate epiche, il primario professor Sassaroli/Adolfo Celi, il conte Lello Mascetti/Ugo Tognazzi, inventore di geniali supercazzole (termine come è noto finito anche nella Treccani), l’architetto Melandri/Gastone Moschin, il giornalista Perozzi/Philippe Noiret c’era pure un piemontese di Cuneo, Duilio del Prete, “il Necchi”, proprietario del bar-con-sala-biliardo dove gli amici si ritrovano (nel secondo capitolo del 1982 verrà sostituito da Renzo Montagnani, anche lui di natali piemontesi ma alessandrini).










