C’è già di tutto: post, spezzoni di video, articoli, ricordi, lacrime e proiezioni. Sono i 50 anni di Amici Miei, film-cult di Mario Monicelli ed è partita la rumba delle celebrazioni: giusto. Ma la nostalgia è ridicola. Sono cambiate tantissime cose da allora. Un altro mondo. Metà (forse di più) delle battute di quel film oggi sono da censurare per la nuova sensibilità. Siamo cambiati. Loro no: il Necchi, il Sassaroli, il Mascetti, il Melandri e il Perozzi sono sempre loro. Stessa voglia di ridere, pronti a una zingarata, a passare una giornata (anche quella prima di morire) a ridere, scherzare e prendere in giro tutto e tutti, specie gli amici più cari. In Toscana siamo fatti così: si piange ai matrimoni e si ride ai funerali, alla rovescia.
«Amici miei» c'è ancora, Firenze un po' meno
Sono 50 anni del film-cult di Mario Monicelli, ma l'ironia dei fiorentini e la città attraversata da torme di turisti sembrano scomparse








