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14 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:22
All’ultima giornata della festa del Fatto Quotidiano al Circo Massimo, la discussione sulla cultura e sui rapporti di potere si è accesa con l’intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Sul palco, accanto al regista Marco Bellocchio e all’attore e produttore Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red, Giuli ha dialogato con i giornalisti Paola Zanca e Thomas Mackinson, difendendo la linea culturale della destra di governo e respingendo l’accusa di “amichettismo”. Zanca ha incalzato: “Lei ha citato prima l’amichettismo, questo tema della destra che arriva al potere e dice adesso spaziamo via tutti quelli che hanno mangiato, non solo nel cinema… Non le sembra che abbiate una scarsità di truppe per fare questa sostituzione?”
Giuli ha risposto con ironia: “A Roma si direbbe magara, in romanesco”. Poi ha precisato: “Innanzitutto bisogna fare chiarezza sul concetto dell’amichettismo. Da me certe espressioni non le avete mai sentite e non le sentirete mai. Spazzare via, occupare, eccetera. No. È evidente che deve esserci una messa alla prova di una classe dirigente. Non si può accusare la destra di non averla e poi, quando la mette alla prova, vedi Cinecittà, dire che è amichettismo. E no”.








