La scoperta arriva dall’Università di Catania: tirzepatide, una delle molecole impiegate nella terapia contro il diabete e l'obesità, potrebbe avere un effetto positivo anche nel trattamento dell'ipogonadismo metabolico negli uomini. Si tratta di una condizione nella quale l’organismo non è in grado di produrre adeguati livelli di testosterone, l’ormone sessuale maschile, e che in alcuni casi è provocata da una sottostante sindrome metabolica. In altre parole, gli uomini con sindrome metabolica hanno maggiori probabilità di avere bassi livelli di testosterone. Attualmente il trattamento standard per l’ipogonadismo metabolico è rappresentato dalla terapia sostitutiva a base di testosterone, in genere somministrato attraverso cerotti transdermici. Ora però una ricerca presentata al congresso della Endocrine Society (Endo 2025), dimostra che tirzepatide, agonista dei recettori del GLP-1, ha risultati superiori rispetto alla terapia sostitutiva.

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16 Luglio 2025

Risultati dopo due mesi

A condurre lo studio, pubblicato su Reproductive Biology and Endocrinology, sono stati i ricercatori guidati da Rossella Cannarella del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Catania. L’analisi è stata condotta su 83 uomini obesi affetti da ipogonadismo funzionale e resistenza insulinica. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: 28 hanno ricevuto tirzepatide (2,5 mg il primo mese, aumentati a 5 mg il secondo), 30 non hanno ricevuto farmaci, mentre 25 sono stati trattati con testosterone transdermico. Tutti i partecipanti hanno seguito una dieta ipocalorica e 20 minuti di camminata veloce quotidiana. Dopo soli due mesi di trattamento, il gruppo trattato con l’agonista dei recettori GLP-1 ha mostrato miglioramenti significativamente superiori rispetto agli altri gruppi, in diversi ambiti. In primo luogo nella perdita di peso, che è risultata maggiore (-8,1%) rispetto al -2,4% del gruppo non trattato e al -3% del gruppo trattato con testosterone transdermico. Il gruppo con tirzepatide mostrava anche un maggiore incremento della massa magra rispetto al gruppo trattato solo con dieta e movimento, e un miglioramento del comportamento alimentare compulsivo (binge eating).