I comitati di quartiere Milano li produce, li moltiplica da anni, senza sosta. Per restare solo nel filone delle ultime notizie che riempiono le cronache, ecco che l’inchiesta sull’urbanistica cittadina parte da un palazzone di sette piani in costruzione che toglie aria e luce agli edifici che lo contornano. I residenti di piazza Aspromonte si riuniscono in un comitato e presentano un esposto alla Procura. L’intento dei comitati è di rimanere equidistanti dalla politica, pur rivolgendosi alle istituzioni con una «richiesta di civiltà». Nascono e prendono forma quando si percepisce un «fallimento delle istituzioni o una lacuna nel presidio territoriale», racconta Ivan Salvagno, ideatore comitato No Asfalto. «Stop a decisioni calate dall’alto sui cittadini che restano spettatori impotenti della trasformazione di Milano in una “supercity” gentrificata e succube degli interessi privati».