Mentre il mattone, stricto sensu, non vive certo la sua primavera più edificante causa inchieste e stallo dei cantieri, a Milano nasce una realtà che vuole rimettere al centro del villaggio la ridefinizione, anche filosofica, dello spazio pubblico. È la missione di Radical Flows, movimento di architetti e attivisti che sarà presentato lunedì all’Ordine degli architetti di via Solferino e che tra i fondatori vanta nomi importanti dell’architettura italiana come Mario Cucinella, Carlo Ratti e Alfonso Femia. Un modello di coinvolgimento «dall’alto e dal basso», quasi «ambrosiano» nell’ambizioso e insieme urgente obiettivo di «ridisegnare la città», mettendo a sistema il «motore silenzioso del sapere cittadino», a partire dalla sua casa, le università: ricercatori, studenti, architetti e cittadinanza attiva, tutti uniti per accompagnare l’amministrazione verso una Milano «più verde, sicura e abitabile».