Sono 24 le manifestazioni di interesse inviate al Comune di Milano per l’attuazione del Piano straordinario per la Casa, che porta la firma “iniziale” dell’ex assessore Guido Bardelli (dimessosi dopo pochi mesi) e che ora prosegue con l’assessore al Bilancio e al patrimonio Emmanuel Conte, che lo ha ereditato. Un piano che ha un lungo respiro: la realizzazione di 10mila abitazioni da mettere in affitto a prezzi calmierati da realizzare nei prossimi 10 anni, di cui 6.500 a Milano e 3.500 nelle aree limitrofe. Si comincia così con i primi quartieri, relativi ai primi due avvisi comunali.

Le proposte del primo avviso esplorativo, pubblicato il 16 dicembre scorso, sono: sette manifestazioni di interesse per l’area di via Sant’Elia 33 (ex Palasharp), cinque per Porto di Mare, quattro per via Demostene, tre per via San Romanello. Per quanto riguarda i compendi del secondo avviso, aperto il 27 febbraio, ci sono: due manifestazioni d’interesse per l’area di via Bovisasca, altrettante per Pompeo Leoni e una per via Pitagora. L’area di via Medici del Vascello non ha ricevuto proposte.

Le aree sulle quali sono state presentate offerte hanno una dimensione complessiva di 193mila metri quadri.

Il piano è più ampio e si articola su due fronti: la riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, le cosiddette case popolari, per cui il Comune sta cercando risorse per la manutenzione (e per le quali sono previsti bandi nazionali per il finanziamento, ma anche possibili razionalizzazioni e vendite); lo sviluppo di abitazioni in regime di edilizia residenziale sociale calmierata (Ersc), vale a dire alloggi in locazione permanente con canoni che non superino il valore di 80 euro a metro quadrato all’anno, così da rispondere al fabbisogno abitativo della fascia media della popolazione, con reddito tra 1.500 e 2.500 euro al mese.