Più dell’ultima moda da seguire in fatto di bikini - è meglio dopo una certa età indossare il costume intero con le spalline sottili - più dell’insalata da impreziosire con anguria e melone - perché frutti ipocalorici e freschi - sotto all’ombrellone in quest’estate dai molti ombrelloni chiusi per via dei rincari degli stabilimenti, al fianco del pettegolezzo sulle nuove coppie dello “star system” e dei ritorni di fiamma, a riprova di come pure l’amore oltre che la “storia” sia qualcosa di circolare, c’è un argomento dal sapore squisitamente “medico”. Che abbatte timori e vergogne per chi, oltre a parlarne, lo pratica assiduamente da almeno quattro mesi. E da Anzio a Sabaudia, toccando le spiagge di San Felice Circeo e pure quelle dell’Argentario fino a Castiglione, è ormai comune nei giorni di ferie assistere a una scena che si ripete. «Ma come stai bene, sei in forma quest’anno» dice la prima bagnante con il pareo ancora legato in vita e dubbiosa sul da farsi (tenerlo legato o scioglierlo) e il secondo interlocutore, che liberandosi (finalmente) di quella t-shirt parte unica del costume fino alla stagione passata, replica soddisfatto: «è grazie a una cura che sto facendo». E no, nulla a che vedere con i digiuni a intermittenza, diete a base proteica, sedute strong di pilates reformer. Il segreto sta tutto in quella che sembra una penna ma che in realtà è più simile a una siringa che inietta, sottocute, un farmaco capace di combattere finalmente l’obesità. Condizione, quest’ultima, che nel Lazio ma anche in molte altre Regioni di Italia ha toccato livelli allarmanti anche fra gli adolescenti, piegati da una vita sedentaria e tutt’altro che dinamica. In base alle ultime ricerche sul tema, quasi il 30 per cento dei ragazzi sotto ai 16 anni è in una condizione di sovrappeso e circa il 43 per cento degli adulti dovrebbe perdere molti chili per evitare problemi più seri a livello motorio ma soprattutto cardiocircolatorio.