L’abbigliamento in crisi, complice quello che gli addetti ai lavori chiamano apertamente luxury shame, di “vergogna per il lusso”, ma gli accessori (pelletteria, occhiali, bigiotteria e beauty) guadagnano. Sta accadendo una rivoluzione apparentemente silenziosa, ma con effetti dirompenti sul mercato: lo stile investe più i dettagli che l’insieme. Sono meno visibili, ma danno quel tocco che fa la differenza. Sui vestiti pesa l’andamento della Cina, che dopo un lungo ciclo espansivo mostra tassi di crescita limitati. Al contrario il comparto degli accessori macina utili: vengono probabilmente considerati come più intimi, maggiormente in linea con la personalità di ciascuno, meno visibili e meno esposti al pubblico ludibrio.