Si prevede che il mercato globale del lusso rallenterà nel 2025, ostacolato dall'incertezza geopolitica ed economica, con il rischio di sperimentare la peggiore turbolenza degli ultimi 15 anni, ma le prospettive a lungo termine rimangono positive, secondo uno studio della società di consulenza Bain and Company.

Le vendite di beni di lusso, "sensibili all'incertezza, sono sottoposte a crescenti pressioni, con la fiducia dei consumatori minata da sconvolgimenti economici, tensioni geopolitiche e commerciali, fluttuazioni valutarie e volatilità dei mercati finanziari", avverte lo studio pubblicato giovedì.

Per gli autori di questo studio, condotto in collaborazione con la Fondazione Altagamma, che riunisce i più grandi nomi del lusso italiano, questi venti contrari potrebbero essere i più forti che il settore abbia affrontato negli ultimi 15 anni. Cina e Stati Uniti, i mercati più importanti del settore, stanno registrando un calo della domanda, causato negli Stati Uniti dalle fluttuazioni dei dazi doganali e in Cina dall'atteggiamento attendista della classe media, stima lo studio.

"Stiamo attraversando un periodo piuttosto insolito in termini di turbolenza e volatilità, sia economica che geopolitica. La spesa per il lusso in tutto il mondo è aumentata significativamente dopo la crisi del Covid (...) ora stiamo assistendo a un ritorno alla normalità", ha dichiarato all'AFP Joëlle de Montgolfier, direttrice della divisione lusso di Bain and Company.