L’incontro con Andrea Camilleri.

«Il primo a parlarmi di Camilleri era stato Paolo Conte, appassionato lettore dei suoi romanzi non gialli, dal Birraio di Preston alla Concessione del telefono. Io andai a intervistarlo a metà degli anni Novanta su indicazione dell’allora direttore del Tg1 Marcello Sorgi, in occasione dell’uscita del primo libro della saga di Montalbano, La forma dell’acqua. Nella sua casa di Roma c’era questo terrazzino dove Camilleri aveva replicato una situazione quasi siciliana, una specie di salottino con delle sedie attorno dove si conversava come se a pochi passi da noi ci fosse il mare, anche se ovviamente il mare non c’era. Mi fece un’impressione incredibile, come se avessi conosciuto Walt Disney in persona: perché Andrea prima di essere un grande narratore è stato un formidabile inventore di storie. Ripeteva sempre che “la vita è teatro”».