Roma, 16 ago. (askanews) – Ancora un nulla di fatto: dopo circa dieci giorni di negoziati, non si è arrivati a un Trattato globale per porre fine all’inquinamento da plastica. A Ginevra sono stati sospesi i lavori poiché non si è trovato un consenso su come il mondo dovrebbe affrontare questo problema in continua crescita.
I negoziatori di 185 paesi hanno lavorato oltre la scadenza alla ricerca, alla fine vana, di un terreno comune.
“A questo punto, è evidente che non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati”, ha affermato con amarezza Inger Anderson, direttrice del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
A Ginevra si è visto “che la stragrande maggioranza degli Stati del mondo ha espresso la volontà e l’allineamento per un Trattato efficace per porre fine all’inquinamento da plastica – ha osservato il WWF, aggiungendo che – questo dà speranza per il futuro. Tuttavia, una minoranza di paesi oppositori e un processo decisionale basato sul consenso unanime ci lasciano senza aver raggiunto il risultato ambito e dimostrano che quest’approccio non è funzionale nei negoziati internazionali sull’ambiente”.
Alcuni paesi devono “ammorbidire le loro posizioni” ha affermato il ministro dell’Ambiente danese Magnus Heunick e Graham Forges, a capo della delegazione di Greenpeace ha spiegato:












