Cronaca di una procrastinazione annunciata. Dopo dieci giorni dieci di negoziati (con tutte le spese di organizzazione correlate), a Ginevra non s’è raggiunto l’accordo sul Trattato mondiale per limitare l’inquinamento da plastica. E all’undicesimo giorno i rappresentanti di 183 Stati Onu si sono salutati divisi come prima. Gli «ambiziosi» in testa, tra cui i membri dell’Unione europea; gli «ostruzionisti» in coda, tra cui i fornitori di petrolio, Iran, Russia, Stati del Golfo. Perché il nodo sta proprio nella produzione: da limitare per i primi, diminuendo l’uso dei combustibili fossili e intervenendo su tutto il ciclo della plastica; da preservare per i secondi, agendo piuttosto sulla fase finale dei rifiuti e del riutilizzo.
Lotta alle plastiche, un altro buco nell’acqua
Dopo dieci giorni dieci di negoziati (con tutte le spese di organizzazione correlate), a Ginevra non s’è raggiunto l’accordo sul Trattato mondiale per limitare l’inquinamento da plastica












