VENEZIA - Economia veneta ancora a passo ridotto a giugno e l'incertezza regna sovrana ma ci sono segnali di ripresa dal comparto moda e dall'alimentare probabilmente per anticipare i dazi di Trump. Ma sul futuro c'è pessimismo e c'è il rischio di frenate su occupazione e investimenti. «Continua la fase di stallo del manifatturiero veneto in corso ormai da quasi due anni. La ripresa è fragile, l'accordo sui dazi impatta negativamente sulla crescita di breve periodo», commenta in una nota il presidente di Unioncamere Veneto Antonio Santocono.
Secondo l'indagine congiunturale resa nota ieri la produzione industriale è in lieve calo sia su base annua (- 0,8%) che su base congiunturale destagionalizzata (- 0,3%). Vanno bene tessile, abbigliamento e calzature (+ 3,4%), alimentare, bevande e tabacco (+ 3,1%) e le altre manifatture (+ 2,8%), soffrono legno e mobile (- 4,9%), gomma e plastica (- 3,7%) e in particolare i mezzi di trasporto, in flessione più marcata (- 7,3%). Fermi gli ordini interni. Il fatturato mostra invece segnali di tenuta (+0,3% su base tendenziale e + 0,5% congiunturale). A peggiorare è invece sono le previsioni degli imprenditori.
La fotografia della Regione Veneto nel suo bollettino socio-economico è un po' più ottimista: la crescita prevista del Pil regionale a fine anno è del + 0,8%, con una stima in ulteriore miglioramento per il 2026 (+ 0,9%). A trainare la crescita anche i consumi delle famiglie (+1,1%) e gli investimenti fissi lordi (+1,4%). L'inflazione, pur in lieve crescita, rimane su livelli gestibili: + 1,7%, in linea con il dato nazionale. Più debole la performance del commercio estero: nel primo trimestre del 2025 l'export veneto registra un - 1,2%, - 239 milioni di euro (media italiana + 3,2%). Nel primo semestre del 2025 il numero di occupati in Veneto ha raggiunto quota 2.223.000, (+ 1,5%). Significativa la crescita dell'occupazione femminile (+ 2,4%), + 0,9% quella maschile. Il tasso di disoccupazione regionale scende al 3,3%, uno dei più bassi a livello nazionale. Riguardo l'ambiente, la quota di suolo consumato in Veneto raggiunge l'11,9% della superficie totale, ben al di sopra della media nazionale (7,2%).






