Non ci sono segni di ripresa per la manifattura veneta. Lo confermano i dati di VenetoCongiuntura, l’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere del Veneto su un campione di circa 2.200 imprese con almeno 10 addetti, cui fa riferimento un’occupazione complessiva di oltre 100.000 addetti.
La stagnazione
I segnali provenienti dalla produzione industriale veneta delineano - segnala il report - complessivamente un quadro di debolezza strutturale, con pochi settori in controtendenza (quello delle macchine elettriche ed elettroniche che cresce del +3,1%, alimentare e bevande restano stabili) e una domanda interna ancora poco dinamica per sostenere una ripresa solida.
Nel primo trimestre del 2025, l’attività manifatturiera veneta si conferma dunque in una fase di stagnazione. La produzione industriale cala del -3,2% su base annua, mentre la variazione congiunturale si attesta al -0,2%. La variazione congiunturale destagionalizzata resta invariata (+0,0%), segnalando l’assenza di segnali di ripresa.
E mentre si discute della nuova minaccia dei dazi americani, le prospettive restano incerte, anche sul fronte dell’export, «fortemente esposto a fattori esterni di debolezza, dall’instabilità economica della Germania alla crisi dell’automotive a quella del tessile, dalla transizione all’elettrico ai dazi USA e alla crescente competizione tra Stati Uniti e Cina».






