PORDENONE - La paura è di quelle che non fanno dormire: rischiare di restare senza lavoro alla soglia dei cinquant'anni. Accade ai docenti di sostegno che per una pura interpretazione in modo diverso da ateneo ad ateneo della norma, si trovano esclusi da un percorso di specializzazione riservato ai lavoratori della scuola con esperienza triennale in classe accanto ai ragazzini disabili.

Una docente che preferisce mantenere l'anonimato contatta Il Gazzettino per raccontare la sua storia. «Mi iscrivo ad Unipegaso, ma non ero in posizione utile per essere ammessa al percorso di specializzazione dell'Indire a cui tutte le università a cascata, sia telematiche che fisiche hanno proposto i bandi, così successivamente mi iscrivo all'Università di Padova, ma il 9 luglio esce una Faq del ministero, dice che non è possibile iscriversi contemporaneamente a più Università. Tutti i docenti lo hanno fatto, perché non sono iscrizioni, ma preiscrizioni». Non tutti gli atenei interpretano così la norma. Perciò chi si è iscritto altrove trova il posto per il percorso di studio che porta diritti in prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze, ovvero dove si ha praticamente la certezza di lavorare, specie se si occupa la parte più in alto della graduatoria.