Caricamento player
Il governo israeliano di estrema destra ha annunciato che intende approvare un piano per costruire una nuova colonia che taglierebbe a metà la Cisgiordania con l’obiettivo di rendere impossibile, o estremamente difficile, la creazione di uno stato palestinese. «Continueranno a parlare del sogno palestinese, ma noi costruiremo una realtà ebraica. Una realtà che seppellirà l’idea di uno stato palestinese, perché non c’è niente da riconoscere», ha detto Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze, estremista nazionalista e religioso.
Il piano prevede l’espansione di una colonia già esistente, quella di Maale Adumim, con oltre 3.400 nuove case per coloni israeliani. L’espansione collegherebbe Maale Adumim con Gerusalemme Est, cioè la parte orientale di Gerusalemme che secondo la legge internazionale è territorio palestinese, ma che nei fatti è occupata illegalmente da Israele dal 1967.
Collegando assieme Maale Adumim e Gerusalemme Est, si creerebbe una linea unica di insediamenti israeliani che dividerebbe in due la Cisgiordania (anche perché i territori ulteriormente a est di Maale Adumim sono desertici e privi di infrastrutture). Gli insediamenti interromperebbero la continuità territoriale dei tre principali centri palestinesi della Cisgiordania, cioè Ramallah al nord (dove ha sede l’Autorità nazionale palestinese), Gerusalemme Est e Betlemme a sud.












