MANIAGO - La voce è rotta dall'emozione mentre in duomo a Maniago legge la lettera. Elena Papia, mamma di Federico Benedet, presidente della Gioventù maniaghese, racconta Fabio e Danilo attraverso il ricordo delle famiglie Rosa e Boz. Due ragazzi inseparabili, che come due fratelli hanno condiviso amicizie e passioni. Come quella del pallone. Ed è proprio dal campo di calcio che comincia il ricordo: «Fischio dell'arbitro per un calcio di punizione contrario, urlo di Fabio quale richiamo alla barriera. La corsa goffa di Danilo e l'urlo di "Boz in posizione". Fabio dà le misure, Danilo segue attento le sue istruzioni. Si tira, la schiena di Danilo attutisce un colpo che viene raccolto dalle mani di Fabio, ce l'hanno fatta, si battono il cinque e si riparte. Questi sono Fabio e Danilo. Persone semplici, umili e defilate. Non amano essere primi, migliori e al centro dell'attenzione. Preferiscono gioire insieme, con gli amici con la squadra, con la famiglia. Sapere di aver contribuiti alla gioia di più persone, piuttosto che essere chiamati campioni. Altruisti sempre».
Danilo Boz e Fabio Rosa, folla di gente ai funerali dei due giovani morti nell'incidente in galleria. La promessa degli amici: «Le vostre famiglie mai sole»






