MANIAGO (PORDENONE) - Stasera il rosario, domani il funerale e poi i ricordi sui campi da gioco. Non ci sono più esigenze medico-legali per la Procura, che ha dato il nullaosta affinché domani (giovedì 14 agosto) alle 16, i familiari e i tanti amici di Danilo Boz e Fabio Rosa possano dare loro l’ultimo saluto, nel duomo di Maniago.

Nello stesso luogo, stasera, alle 19.30, verrà recitato il rosario. I genitori di entrambi i ragazzi morti nell’incidente del 5 agosto nella galleria Val Colvera hanno chiesto «non fiori, ma eventuali offerte a favore dei giovani di Maniago».

Fra una quindicina di giorni è in programma lo svolgimento di una partita amichevole Montereale-Maniago Vajont. Ma l’aspetto calcistico passa in secondo piano. Si ritroveranno a dar pedate ad un pallone, in un clima coinvolgente, la squadra tragicamente e direttamente colpita dalla scomparsa di Danilo e Fabio e i bianconeri valcellinesi allenati da Marco Rosa, il papà di Fabio. Sono settimane cariche di emozioni. Il culmine sarà proprio quell’amichevole con i destini intrecciati a far da ponte fra le sponde del Cellina.

«Contiamo di riprendere l’attività lunedì 18 – dice Giovanni Mussoletto, direttore sportivo del Maniago Vajont - ed il ritardo accumulato nella preparazione proprio non è la nostra preoccupazione. Era giusto così, fermarsi. Vorrà dire che useremo le previste partite di coppa al posto delle amichevoli già programmate e che abbiamo annullato. Andremo il 27 a Montereale, dopo la sgambata di qualche giorno prima con il Sedegliano». Il programma di Coppa Italia per le società di Promozione, invece, prevede il primo impegno del Maniago Vajont sabato 30 alle ore 17 in casa del Corva. «La squadra è moralmente distrutta – aggiunge Mussoletto - ma insieme dobbiamo fare quadrato e stringerci ancora di più. Metto in evidenza che, anche solo dopo cinque giorni di allenamento insieme, si stava creando davvero un bel gruppo, con molti giovani in prima fila. Riprendere ci deve essere di aiuto, adesso ce la metteremo ancora di più proprio per Danilo e Fabio». Anche Demetrio Rovere, il presidente, rimarca che «la batosta è grande, anche a livello societario». Prefiggendosi, però, una reazione. «Dobbiamo riprendere l’attività - dichiara -, perché si deve andare avanti. Ci siamo trovati più volte per darci forza e stare vicini ai familiari, fino ai funerali fra di noi non si parla di calcio. Da lunedì ne riparleremo. Come ci ha spronati Nicola Zoccoletto, papà di Andrea, il terzo ragazzo coinvolto nell’incidente e fortunatamente sopravvissuto, la vita va avanti e anche il calcio Maniago Vajont deve andare avanti. È tosta, ma ce la faremo». Le condizioni di Andrea Zoccoletto stanno progressivamente migliorando. Nicola è il responsabile di tutto il settore giovanile maniaghese e «in questo frangente - evidenzia Rovere -, tutti i collaboratori della società lo sostengono ancora di più».