PORDENONE - Maniago, via Rosa Brustolo e via Vittorio Emanuele. Due famiglie e un unico, indicibile, dolore. L'affetto di amici, parenti e di tanti giovani che ieri hanno bussato alle loro porte è un'ondata che travolge i genitori e i due fratelli minori di Danilo Boz e Fabio Rosa, i due inseparabili diciannovenni vittime dell'incidente nel tunnel del Bus del Colvera.

«Fabio era un ragazzo d'oro, un ragazzo cresciuto con certi valori, con certi criteri, in primis l'educazione e il rispetto. Con questi sani principi è cresciuto. A me e alla nostra famiglia ci ha dato tantissime soddisfazioni». Così Marco Rosa, geometra alla Petrucco di Fanna, ricorda il figlio maggiore Fabio. «Si è sempre distinto in qualsiasi cosa lui facesse, voleva sempre cercare il meglio e voleva sempre puntare al massimo in qualsiasi cosa. Sono sempre stato e lo sono ancora, tuttora orgoglioso di lui, fiero e orgoglioso di lui. Ma sono fiero e orgoglioso anche del fratello minore di Fabio, che stiamo crescendo con la stessa metodologia di Fabio e ci sta dando tantissime soddisfazioni anche lui». Fabio si era diplomato quest'anno all'istituto Kennedy di Pordenone e a settembre avrebbe iniziato a frequentare la facoltà di Ingegneria meccanica all'Università di Udine. Un orgoglio per il papà Marco, la mamma Claudia e i nonni Giuseppina e Fabio.