Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Oggi l'incontro con lo Zar in Alaska: "Ho fiducia ma c'è un 25 per cento di insuccesso. E se va male non chiamo nessuno". Sul tavolo l'accesso alle terre rare in Ucraina
È un Donald Trump estremamente poliedrico quello che si appresta ad incontrare Vladimir Putin al vertice di Ferragosto in Alaska, a partire dalle dichiarazioni e dagli scenari che lo stesso presidente americano traccia anticipando i potenziali esiti del faccia a faccia. Il tycoon ritiene che il collega russo sia pronto a un accordo e che la sua minaccia di imporre nuove sanzioni a Mosca abbia probabilmente giocato un ruolo importante nella decisione di chiedere un incontro. "Faremo del nostro meglio e penso che alla fine otterremo un buon risultato", dice il tycoon in un'intervista radiofonica a poche ore dall'arrivo ad Anchorage, mentre la Casa Bianca assicura che Trump "ha molti strumenti a sua disposizione, e fra questi, le sanzioni".
Allo stesso tempo, The Donald stima in un 25% le probabilità che l'appuntamento non abbia successo e in quel caso, anticipa, "non chiamerò nessuno". Se andrà bene, invece, parlerà con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Trump dice che la guerra in Ucraina è probabilmente la più difficile da fermare e "non sarebbe mai dovuta iniziare", ma ritiene pure che Putin sappia "che sono il più duro con cui abbia mai avuto a che fare". Parlando nello Studio Ovale, il comandante in capo Usa dice poi di pensare che "sarà un buon incontro" quello con lo zar, "ma il più importante sarà il secondo, con me, Putin e Zelensky. Vedremo se includere qualcuno degli europei" e "dovrà avvenire velocemente".






