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In vista del vertice in Alaska il Cremlino lancia un'offensiva nell'Ucraina orientale. Un funzionario della Casa Bianca: "Bisogna fidarsi dell'istinto di Trump"

A poche ore dall'incontro in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin in cui il leader Usa intende discutere di come fermare la guerra in Ucraina, Mosca accelera la sua offensiva contro Kiev. Come riportato infatti da diversi media, negli ultimi giorni l'esercito russo ha compiuto un'incursione a sorpresa nell'Ucraina orientale. Un'iniziativa che sembra rendere evidente la volontà del presidente della Federazione di presentare prove di un vantaggio sul campo di battaglia in occasione del colloquio con il capo della Casa Bianca.

La difficile situazione sul fronte del conflitto è stata confermata dal presidente ucraino Zelensky che ha ammesso che "gruppi di russi sono avanzati di circa 10 chilometri in diversi punti" nella direzione di Dobropillia-Kramatorsk, nell'est dell'Ucraina. Il leader di Kiev ha precisato che gli incursori nemici sono "tutti senza mezzi, solo con armi in mano. Alcuni sono già stati individuati, in parte distrutti, in parte fatti prigionieri. Altri li troveremo e li distruggeremo a breve. Lo scopo di questa avanzata ci è chiaro”. Secondo Zelensky i militari russi, "si stanno preparando per un'operazione offensiva in tre direzioni. Le principali sono Zaporizhia, Pokrovsk e Novopavlivka". Il presidente ucraino ha poi dichiarato che "entro il vertice del 15 agosto i russi vogliono, soprattutto nello spazio mediatico americano, far credere che la Russia stia avanzando e che l’Ucraina stia perdendo”.