Per la febbre del Pianeta conosciamo la malattia e anche la potenziale cura. Solo che entrambe le principali strategie per riuscire a migliorare le condizioni attuali della nostra vita sulla Terra e degli ecosistemi, risultano complesse da applicare in una economia globalizzata dove, per forza, è necessario condurre scelte condivise, onerose e precise che comportano trasformazioni radicali ma non più rimandabili. Queste scelte sono raggruppabili, come ricordano gli scienziati dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici), in due principali azioni: la mitigazione e l’adattamento. Il primo lavora sulle cause, il secondo principalmente sugli effetti. Entrambe sono azioni di prevenzione che possono salvare milioni di vite. Le principali cause del riscaldamento globale, come noto, sono le emissioni di gas serra, spesso di derivazione antropica, in atmosfera: dalla rivoluzione industriale in poi le emissioni, legate principalmente all’uso di combustibili fossili, sono costantemente cresciute.
G&B Festival, Colzi: "La Natura da salvare"
Oggi sulla Terra siamo a livelli record per esempio di concentrazione di CO? in atmosfera, oltre le 420 parti per milione, valori mai riscontrati in 14 milioni di anni, stimano gli scienziati. Queste emissioni climalteranti, insieme anche a fenomeni naturali (per esempio El Ni?o, oppure il metano che fuoriesce dal permafrost) hanno contribuito a una costante crescita delle temperature medie globali e ormai, come noto, abbiamo superato i +1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Gli effetti sono ben visibili: la crisi del clima innescata dalle emissioni sta modificando la vita sulla Terra. Vale per fauna e flora, tra perdita di biodiversità e calo drammatico del numero di specie dagli impollinatori sino a quelle marine, e vale per l’uomo oggi alle prese con ondate di calore che uccidono, siccità che impedisce i raccolti e porta alla fame, aumento degli incendi devastanti, intensificazione degli eventi meteo estremi che creano rifugiati climatici, scioglimento dei ghiacciai che custodiscono le nostre riserve d’acqua dolce e impatti diretti su ogni economia, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Tutte queste cattive notizie, hanno però almeno due possibili soluzioni custodite in due strategie che corrono parallele ma vanno nella stessa direzione: mitigazione e adattamento.







