Milano a Ferragosto è un dipinto di Dino Buzzati: asfalto tremolante, saracinesche abbassate, ombre lunghe e silenzi che amplificano i passi. Eppure c’è chi resta nelle città svuotate e trasforma la giornata in un’occasione. È lo spirito di «Pranzo di Ferragosto», un bel film del 2008 che Gianni Di Gregorio ha scritto, diretto e interpretato. Racconta di un uomo che, rimasto a Roma in pieno agosto, si trova a dover accudire la madre e un’improbabile compagnia di anziane signore. Ci è venuto in mente quel film e immaginiamo Gianni in trasferta a Milano, deciso però a pranzare fuori, proprio a Ferragosto, con le sue amabili signore. Valeria, Marina, Maria, Grazia: ognuna con una pretesa gastronomica da soddisfare.

In viale Premuda l’aria profuma di scorze d’agrumi e pane tostato: è Alchimia, il Ferragosto di mare di Alberto Tasinato. I crudi arrivano lucenti, le cotture hanno tempi che preservano il sapore, le salse lucidano senza invadere. Le signore si guardano: sì, qui il mare non si sente nelle orecchie ma resta sul palato.