Che cos’è il «trumpismo», termine entrato nell’uso quotidiano da una decina di anni e oggi in auge più che mai? Il trumpismo è tante cose, perché cangiante e camaleontico è il suo titolare, a differenza di altri «eponimi» (così li definiscono i linguisti) dal profilo inequivocabile: stalinismo, leninismo, darwinismo, machiavellismo. Nei giorni scorsi, l’editorialista di le Monde Valentine Faure ha provato a definirlo senza riuscirci, evocando di tutto, liberismo e illiberismo, sovranismo, suprematismo e peronismo, aggiungendo prefissi e aggettivi: nazionalismo cristiano reazionario, tecno-libertarismo, tecno-nazionalismo, pluto-populismo, populismo fossile, fascio-isolazionismo, capitalismo totalitario?