Roma, 13 ago. (askanews) – A pochi giorni ormai dal vertice di Anchorage, in Alaska, fra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e quello della Federazione russa Vladimir Putin l’Italia precisa la sua collocazione sullo scacchiere internazionale affinando la sintonia con i partner europei di fatto guidati dai cosiddetti “volenterosi”, i paesi maggiormente determinati a mantenere intatto, se non a intensificare, il sostegno finanziario e militare all’Ucraina. È la nota ufficiale di palazzo Chigi a riassumere l’attivismo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che pur senza staccare del tutto dalla sua vacanza estiva, “ha partecipato oggi, insieme ai leader di Ucraina, Finlandia, Francia, Germania, Polonia, Regno Unito, dell’Unione Europea e della Nato, a una telefonata con il presidente Trump” che è stata preceduta “da un coordinamento europeo, sempre a livello leader” e seguita “dallo svolgimento di una nuova riunione della Coalizione dei volenterosi”.
Nella nota della Presidenza del Consiglio si ribadisce, oltre allo scontato “apprezzamento per gli sforzi profusi” dall’inquilino della Casa Bianca, anche la necessità di “una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina”: è questa la preoccupazione diffusa in Europa, che quindi Meloni fa sapere di condividere, ovvero che gli accenni di Washington a possibili “scambi di territori” vadano di fatto a certificare l’amputazione già avvenuta sul campo del territorio dell’Ucraina pre-invasione. La premier, viene sottolineato, ha “accolto con favore la partecipazione americana, con il vicepresidente Vance, alla riunione della Coalizione dei volenterosi, nel solco di quanto avvenuto per la prima volta a Roma a margine della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina di luglio”.














