TREVISO Si è stretto i jeans intorno al collo con l’obiettivo di farla finita domenica notte, un 17enne tunisino detenuto nel centro di prima accoglienza (cpa) del carcere minorile di Santa Bona. Era stato portato lì da nemmeno 24 ore, dopo l’arresto in flagranza di reato nel vicentino, dove aveva seminato il panico tra le vie del centro. Ma in quell’area dell’istituto di detenzione, senza ancora sapere quale sarebbe stato il suo destino, il giovane ha tentato di mettere fine alla sua vita. Fortunatamente, il personale della polizia penitenziaria lo ha salvato appena in tempo dalla tragedia, stabilizzandolo e allertando i soccorsi. Tutt’ora il giovane si trova ricoverato in condizioni critiche, sospeso tra la vita e la morte.

L’episodio si è consumato in pochi istanti, attorno le 23.58 di domenica notte, quando nelle stanze del cpa di Santa Bona, l’area dell’istituto minorile dove i ragazzi fermati si trovano in attesa di ricevere la convalida di arrest, era stato portato un 17enne tunisino, arrestato il flagranza meno di 24 ore prima nel vicentino. Accusato di rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficia, il ragazzo, affidato alla struttura trevigiana, ha utilizzato i propri jeans per commettere un gesto estremo: li ha presi e stretti attorno al collo, con l’intento di perdere i sensi e lasciarsi andare una volta per tutte. «Un atto anti-conservativo - scrive in una nota il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità -. La polizia penitenziaria è prontamente intervenuta ed ha immediatamente chiamato il medico presente nella attigua Casa Circondariale, che arrivato pochi minuti dopo ha praticato le manovre di rianimazione urgenti al minore». Immediata la chiamata al Suem per portarlo al pronto soccorso e stabilizzarlo. Attualmente, si trova ancora ricoverato in condizioni molto gravi. Ma c’è ancora una piccola speranza che possa sopravvivere, data dai segnali vitali attivi di respiro e battito cardiaco. «Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità evidenzia la prontezza e professionalità dell’intervento della polizia penitenziaria - sottolinea lo stesso dipartimento nella medesima nota -, tanto che due agenti hanno attuato le prime manovre rianimatorie, e la estrema tempestività dei soccorsi. E’ stato fatto tutto il possibile per salvare la vita del ragazzo. L’ Amministrazione esprime la propria vicinanza al ragazzo, e rimane in contatto con il presidio sanitario per seguire l’evolversi della situazione».