TREVISO - Non ce l’ha fatta il 17enne che domenica notte aveva tentato il suicidio nel bagno del centro di prima accoglienza del carcere minorile di Treviso. La polizia penitenziaria era intervenuta prontamente per scongiurare il peggio, ma il ragazzo, subito trasportato al pronto soccorso, versava già in condizioni critiche. Unici segni vitali attivi, il respiro e il battito. Martedì sera, poi, la morte celebrale.
Minore non accompagnato, il ragazzo era stato arrestato lo scorso sabato a Vicenza, dopo che aveva messo a segno una serie di rapine nelle vie del centro. Una volta scoperto, aveva tentato di sfuggire alle forze dell’ordine barricandosi all’interno di un palazzo, scaricando un estintore contro gli agenti e poi lanciando cocci di vetro. Fermato con l’uso del taser, il giovane era stato poi condotto domenica nell’istituto penitenziario minorile di Santa Bona a Treviso. Accusato di rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, era stato collocato nell’area del centro di prima accoglienza (Cpa), in attesa dell’udienza di convalida. E nella notte della stessa giornata, dopo essere rimasto solo nel bagno dell’area, si è stretto i jeans attorno al collo, tentando il gesto estremo. Ad accorgersi per primo dell’accaduto, il personale della polizia penitenziaria che è intervenuto subito. Immediato anche l’arrivo dei soccorsi e la corsa all’ospedale, ma il ragazzo versava già in condizioni disperate.








