Un pacchetto di emendamenti al disegno di legge annuale per le Pmi, all’esame della commissione Industria del Senato, introduce novità per le imprese della moda e per i visti concessi a manager stranieri. Si tratta di proposte di Fratelli d’Italia (firmatari i senatori Amidei e Ancorotti) in linea con iniziative già annunciate nei mesi scorsi dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit).

Per le filiere della moda è in vista l’introduzione di una Certificazione unica di conformità, con un sistema di regole e controlli per tutelare l’immagine del prodotto e delle aziende sane del settore. Una sorta di bollino di garanzia sulla qualità del prodotto e sulla correttezza dell’attività svolta, anche in relazione ai lavoratori. Rispettati i vari requisiti, le imprese di filiera e le imprese capofila potranno avvalersi, con validità annuale, della dizione di “Filiera della moda certificata”. Sono previsti certificatori e un registro del Mimit con le aziende certificate, per le quali scatterà una sorta di presunzione di legalità. Queste imprese infatti potranno adottare eventuali misure correttive individuate dal Tribunale competente e, solo in caso di mancato adeguamento, saranno applicate le misure previste dal Codice antimafia.